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Brufeact 10 caspule molli ibuprofene 400 mg
Brufeact è un farmaco da banco indicato per il trattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato. Grazie alla formulazione in capsula molle con principio attivo già liquido, viene assorbito rapidamente dall'organismo offrendo un sollievo veloce contro mal di testa, dolori mestruali, mal di denti e stati febbrili. Formato: 10 capsule molli
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per spese sopra € 59,90Brufeact 10 caspule molli ibuprofene 400 mg
Denominazione
Brufeact 400 mg capsule molli
Categoria farmacoterapeutica
Farmaci antinfiammatori e antireumatici non steroidei, derivati dell'acido propionico.
Principi attivi
Ogni capsula molle contiene 400 mg di ibuprofene.
Eccipienti con effetto noto: ogni capsula molle contiene 72,4 mg di sorbitolo liquido parzialmente disidratato (E 420).
Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Eccipienti
Contenuto della capsula: macrogol 600, potassio idrossido (E525), acqua depurata.
Involucro della capsula: gelatina (E441), sorbitolo liquido parzialmente disidratato (E420), acqua depurata.
Indicazioni
Brufeact 400 mg è indicato negli adulti e negli adolescenti di peso pari o superiore a 40 kg (a partire dai 12 anni di età) per il trattamento sintomatico a breve termine del dolore da lieve a moderato come, ad esempio, cefalea, mal di denti, dolori mestruali e febbre.
Controindicazioni ed effetti secondari
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
- Anamnesi di reazioni di ipersensibilità (ad es. broncospasmo, asma, rinite, angioedema oppure orticaria) in risposta all'acido acetilsalicilico o ad altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).
- Ulcera peptica/emorragia in atto o storia di ulcera peptica/emorragia ricorrente (due o più episodi distinti di ulcera o sanguinamento comprovati).
- Anamnesi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale correlati a precedente terapia con FANS.
- Compromissione renale severa.
- Compromissione epatica severa.
- Insufficienza cardiaca severa (NYHA classe IV).
- Ultimo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).
- Disturbi dell'emopoiesi non chiariti.
- Sanguinamento cerebrovascolare o altro sanguinamento attivo.
- Patologie che comportano un'aumentata tendenza al sanguinamento.
- Disidratazione severa (ad esempio causata da vomito, diarrea o insufficiente assunzione di liquidi).
Posologia
Solo per uso orale a breve termine.
Eventuali effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo utilizzando la dose efficace più bassa per la durata più breve necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4).
- Adulti e adolescenti di peso pari o superiore a 40 kg (a partire dai 12 anni di età): la dose singola raccomandata è di 400 mg (1 capsula) che può essere assunta fino a 3 volte al giorno, se necessario. L'intervallo tra le dosi deve essere di almeno 6 ore. Non superare la dose massima giornaliera di 1200 mg nell'arco di 24 ore.
- Popolazione pediatrica: Brufeact 400 mg non è destinato all'uso negli adolescenti di peso inferiore a 40 kg o nei bambini di età inferiore ai 12 anni.
- Anziani: gli anziani sono maggiormente esposti a sviluppare gravi conseguenze a causa di reazioni avverse. Se si ritiene necessario l'uso di FANS, si deve utilizzare la dose minima efficace e per la durata più breve possibile. Durante la terapia con FANS il paziente deve essere monitorato regolarmente per eventuale sanguinamento gastrointestinale.
- Compromissione renale: si deve prestare cautela nei pazienti con compromissione renale da lieve a moderata. La dose deve essere mantenuta il più bassa possibile e deve essere monitorata la funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4). Il medicinale è controindicato nei pazienti con insufficienza renale severa (vedere paragrafo 4.3).
- Compromissione epatica: si deve usare cautela nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. La dose deve essere mantenuta il più bassa possibile (vedere paragrafo 4.4). Il medicinale è controindicato nei pazienti con insufficienza epatica severa (vedere paragrafo 4.3).
- Modo di somministrazione: per somministrazione orale. La capsula molle deve essere assunta con un bicchiere d'acqua e non deve essere masticata. Si raccomanda ai pazienti con stomaco sensibile di assumere l'ibuprofene con del cibo.
- Durata del trattamento: se negli adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni è necessario assumere questo medicinale per un periodo superiore a 3 giorni o se i sintomi peggiorano, è necessario rivolgersi a un medico. Negli adulti, se il dolore dura oltre i 4 giorni, la febbre dura oltre i 3 giorni o se il dolore o la febbre peggiorano o compaiono altri sintomi, occorre valutare la situazione clinica.
Conservazione
Conservare a temperatura inferiore a 30 °C.
Avvertenze
Eventuali effetti indesiderati possono essere minimizzati utilizzando la dose efficace più bassa per la durata più breve necessaria a controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e i rischi gastrointestinali e cardiovascolari di seguito).
Rischi gastrointestinali: sanguinamento, ulcera o perforazione gastrointestinale, che possono essere fatali, sono stati riportati con tutti i FANS in qualunque momento durante il trattamento, con o senza sintomi di preavviso o un'anamnesi di eventi gastrointestinali. Il rischio di sanguinamento gastrointestinale, ulcera o perforazione è più elevato con l'aumento delle dosi di FANS, nei pazienti con anamnesi di ulcera, in particolare se complicata dalla presenza di emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3) e negli anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento alla dose minima disponibile. Per questi pazienti, così come per i pazienti che necessitano di assumere basse dosi concomitanti di acido acetilsalicilico o altri medicinali che possono aumentare il rischio gastrointestinale, deve essere presa in considerazione una terapia di associazione con agenti protettivi (ad esempio misoprostolo o inibitori della pompa protonica) (vedere di seguito e paragrafo 4.5). I pazienti con un'anamnesi di tossicità gastrointestinale, in particolare gli anziani, devono riferire qualunque sintomo addominale insolito (specialmente il sanguinamento gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Si raccomanda cautela nei pazienti che assumono contemporaneamente medicinali che possono aumentare il rischio di ulcera o sanguinamento, come, ad esempio, corticosteroidi orali, anticoagulanti come il warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antiaggreganti piastrinici come l'acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Quando il sanguinamento o l'ulcera gastrointestinale si verifica in pazienti che stanno assumendo ibuprofene, il trattamento deve essere interrotto immediatamente (vedere paragrafo 4.3). I FANS devono essere somministrati con cautela a pazienti con un'anamnesi di patologie gastrointestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché le loro condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8).
Rischi cardiovascolari e cerebrovascolari: prima di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnesi di ipertensione e/o insufficienza cardiaca è richiesta cautela (discutere con il medico o farmacista) poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema. Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, in particolare ad alte dosi (2400 mg/die), può essere associato a un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio, infarto miocardico o ictus). Nel complesso, gli studi epidemiologici non suggeriscono che l'ibuprofene a basso dosaggio (ad esempio inferiore o uguale a 1200 mg/die) sia associato a un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II-III), cardiopatia ischemica accertata, arteriopatia periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene solo dopo attenta considerazione e devono essere evitate dosi elevate (2400 mg/die). Si deve inoltre prestare la massima attenzione prima di iniziare un trattamento a lungo termine nei pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad esempio ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), in particolare se sono necessarie dosi elevate di ibuprofene (2400 mg/die). In pazienti trattati con ibuprofene sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o di ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronarie e che può portare all'infarto miocardico.
Rischi dermatologici: reazioni avverse cutanee severe (Severe cutaneous adverse reactions, SCAR): in associazione all'uso di ibuprofene, sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe (SCAR), tra cui dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), le quali possono essere rischiose per la vita o fatali (vedere paragrafo 4.8). La maggior parte di queste reazioni si è verificata entro il primo mese. Se compaiono segni e sintomi che suggeriscono queste reazioni, l'ibuprofene deve essere sospeso immediatamente e si deve prendere in considerazione un trattamento alternativo (se appropriato).
Compromissione renale e/o epatica: l'ibuprofene deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di malattia epatica o renale e soprattutto durante il trattamento concomitante con diuretici, poiché occorre tenere in considerazione che l'inibizione delle prostaglandine può causare ritenzione di liquidi e deterioramento della funzionalità renale. Se somministrato a questi pazienti, la dose di ibuprofene deve essere mantenuta il più bassa possibile e la funzionalità renale deve essere monitorata regolarmente (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). In caso di disidratazione, è necessario garantire un sufficiente apporto di liquidi. Negli adolescenti disidratati esiste il rischio di compromissione renale. In generale, l'uso regolare di analgesici, in particolare la combinazione di diverse sostanze analgesiche, può portare a danni renali permanenti, con il rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). Gli anziani e i pazienti affetti da insufficienza renale, insufficienza cardiaca, disfunzione epatica e coloro in trattamento con diuretici o ACE-inibitori corrono un rischio elevato di sviluppare questa reazione. Di solito l'interruzione della terapia con FANS determina il ripristino dello stato precedente al trattamento.
Interazioni
In generale, i FANS devono essere usati con cautela se assunti con altri medicinali che possono aumentare il rischio di ulcera e sanguinamento gastrointestinale o disfunzione renale.
L'ibuprofene deve essere evitato in associazione con:
Acido acetilsalicilico: la somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento degli effetti avversi. I dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene può inibire in modo concorrenziale l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basso dosaggio sull'aggregazione piastrinica quando vengono assunti in concomitanza. Sebbene vi siano incertezze riguardo all'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l'uso regolare e a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basso dosaggio. Con l'uso occasionale di ibuprofene non si ritiene probabile alcun effetto clinicamente rilevante (vedere paragrafo 5.1).
Altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2: evitare l'uso concomitante di due o più FANS (compreso l'acido acetilsalicilico), poiché questo può comportare un aumento del rischio di reazioni avverse (vedere paragrafo 4.4).
L'ibuprofene deve essere utilizzato con cautela in associazione con:
- Agenti antiaggreganti piastrinici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). I FANS non devono essere associati a ticlopidina a causa del rischio di un effetto additivo nell'inibizione della funzione piastrinica.
- Anticoagulanti: i FANS possono potenziare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin (vedere paragrafo 4.4).
- Mifepristone: i FANS non devono essere somministrati entro 8-12 giorni dalla somministrazione di mifepristone in quanto potrebbero ridurne gli effetti.
- Idantoine e sulfonamidi: gli effetti tossici di queste sostanze possono essere aumentati.
- I livelli plasmatici di fenitoina possono aumentare durante il trattamento in associazione con ibuprofene.
- Litio: i FANS possono aumentare i livelli plasmatici di litio, eventualmente riducendo la clearance renale. La somministrazione concomitante deve essere evitata a meno che non vengano monitorati i livelli di litio. Si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di litio.
- Metotrexato somministrato a dosi pari o superiori a 15 mg/settimana: se i FANS e il metotrexato vengono somministrati entro un intervallo di 24 ore, potrebbe verificarsi un aumento dei livelli plasmatici di metotrexato (sembra che la clearance renale possa essere ridotta dall'effetto dei FANS), con conseguente aumento del rischio di tossicità del metotrexato. L'uso di ibuprofene deve quindi essere evitato nei pazienti sottoposti a trattamento con metotrexato ad alto dosaggio.
- Metotrexato somministrato a basse dosi, inferiori a 15 mg/settimana: l'ibuprofene aumenta i livelli di metotrexato. Se utilizzato in combinazione con metotrexato a basso dosaggio, i valori ematici del paziente devono essere attentamente monitorati, soprattutto durante le prime settimane di somministrazione concomitante. Sarà inoltre necessario un monitoraggio più attento in caso di deterioramento della funzionalità renale, anche lieve, e nei pazienti anziani, nonché un monitoraggio della funzionalità renale per prevenire una possibile riduzione della clearance del metotrexato.
- Glicosidi cardiaci (digossina): i FANS possono aggravare l'insufficienza cardiaca, ridurre la velocità di filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici di glicosidi. I FANS possono aumentare i livelli plasmatici di digossina, aumentando così il rischio di tossicità da digossina.
- Pentossifillina: nei pazienti sottoposti a trattamento con ibuprofene in associazione a pentossifillina, il rischio di sanguinamento può aumentare, pertanto si raccomanda di monitorare il tempo di sanguinamento.
- Probenecid e sulfinpirazone: possono causare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di ibuprofene. Questa interazione può essere dovuta a un meccanismo inibitorio nel sito di secrezione tubulare renale e della glucuronoconiugazione, e può richiedere un aggiustamento della dose di ibuprofene.
- Antibiotici chinolonici: dati sugli animali indicano che i FANS possono aumentare i rischio di convulsioni associate agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono FANS e chinoloni possono presentare un rischio maggiore di sviluppare convulsioni.
- Tiazidi, sostanze correlate ai tiazidi, diuretici dell'ansa e diuretici risparmiatori di potassio: i FANS possono contrastare l'effetto diuretico di questi medicinali. L'uso contemporaneo di un FANS e di un diuretico può aumentare il rischio di nefrotossicità causata dai FANS, a causa della riduzione del flusso sanguigno renale. Come con altri FANS, il trattamento concomitante con diuretici risparmiatori di potassio può essere associato a un aumento dei livelli di potassio, ed è quindi necessario monitorare i livelli plasmatici di questo ione.
- Sulfaniluree: i FANS possono potenziare l'effetto ipoglicemico delle sulfaniluree spiazzando il loro legame con le proteine plasmatiche. Potrebbe essere necessario aggiustare il dosaggio di questi medicinali.
- Ciclosporina, tacrolimus: la loro somministrazione contemporanea con FANS può aumentare il rischio i nefrotossicità a causa della ridotta sintesi renale di prostaglandine. In caso di somministrazione concomitante, la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata.
Effetti indesiderati
Il seguente elenco di effetti avversi comprende tutte le reazioni avverse note al trattamento con ibuprofene, anche in caso di terapia ad alto dosaggio e a lungo termine nei pazienti affetti da reumatismi. Le frequenze accertate, che vanno oltre le segnalazioni molto rare, si riferiscono all'uso a breve termine di dosi giornaliere fino ad un massimo di 1200 mg di ibuprofene per forme farmaceutiche orali.
È opportuno notare che i seguenti effetti avversi sono prevalentemente dose-dipendenti e variano da persona a persona. Gli eventi avversi osservati più frequentemente sono quelli gastrointestinali. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o sanguinamento gastrointestinale, in alcuni casi fatali, soprattutto nei pazienti anziani. Sono stati inoltre segnalati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, stipsi, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, esacerbazione della colite e del morbo di Crohn. La comparsa di gastrite è stata osservata con minore frequenza.
Sono stati segnalati casi di edema, ipertensione e insufficienza cardiaca associati al trattamento con FANS. Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, soprattutto ad alte dosi (2400 mg/die), può essere associato a un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto miocardico o ictus).
L'esacerbazione dell'infiammazione correlata a un'infezione (ad esempio lo sviluppo di fascite necrotizzante) è stata descritta come coincidente con la somministrazione di FANS. È possibile che sia associata al meccanismo d'azione di questi medicinali.
Di seguito sono riportati gli eventi avversi associati a ibuprofene, elencati in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (pari o superiore a 1/10), comune (da pari o superiore a 1/100 a inferiore a 1/10), non comune (da pari o superiore a 1/1000 a inferiore a 1/100), raro (da pari o superiore a 1/10000 a inferiore a 1/1000), molto raro (inferiore a 1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Nell'ambito di ogni classe di frequenza, gli eventi avversi sono riportati in ordine di gravità decrescente.
Infezioni ed infestazioni:
Molto raro: è stata descritta un'infiammazione acuta correlata ad un'infezione (ad esempio lo sviluppo di fascite necrotizzante). In casi eccezionali, durante un'infezione da varicella, possono verificarsi gravi infezioni della cute e complicanze tissutali.
Patologie del sistema emolinfopoietico:
Molto raro: patologie emopoietiche (anemia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi). I primi segni sono: febbre, mal di gola, ulcere orali superficiali, sintomi simil-influenzali, spossatezza severa, sanguinamento e lividura inspiegabili. In questi casi, si deve consigliare al paziente di interrompere il trattamento con questo medicinale, di evitare l'automedicazione con antidolorifici o antipiretici e di rivolgersi a un medico.
Disturbi psichiatrici:
Molto raro: reazioni psicotiche, depressione.
Disturbi del sistema immunitario:
Reazioni da ipersensibilità costituite da:
Non comune: orticaria e prurito.
Molto raro: reazioni da ipersensibilità severe. I sintomi possono includere: edema facciale, gonfiore della lingua, tumefazione della laringe interna con costrizione delle vie aeree, dispnea, tachicardia, ipotensione (anafilassi, angioedema o shock severo). Esacerbazione dell'asma.
Non nota: reattività delle vie respiratorie che comprende asma, broncospasmo e dispnea.
Sistema nervoso:
Non nota: cefalea, capogiro, insonnia, agitazione, irritabilità o stanchezza.
Molto raro: meningite asettica (il meccanismo patogenetico della meningite asettica indotta da farmaci non è ancora del tutto compreso).
Patologie dell'occhio:
Non comune: disturbi visivi.
Patologie dell'orecchio e del labirinto:
Raro: tinnito.
Patologie cardiache:
Molto raro: insufficienza cardiaca, palpitazioni ed edema, infarto miocardico.
Non nota: sindrome di Kounis.
Patologie vascolari:
Molto raro: ipertensione, vasculite.
Patologie gastrointestinali:
Comune: disturbi gastrointestinali come dolore addominale, nausea e dispepsia. Diarrea, flatulenza, stipsi, bruciore di stomaco, vomito e piccole perdite di sangue che possono portare ad anemia in casi eccezionali.
Non comune: ulcere gastrointestinali, sanguinamento o perforazione gastrointestinale. Stomatite ulcerosa, esacerbazione della colite e del morbo di Crohn, gastrite.
Molto raro: esofagite e formazione di stenosi intestinale di tipo diaframmatico, pancreatite.
Patologie epatobiliari:
Molto raro: disfunzione epatica, danno del fegato, soprattutto durante il trattamento a lungo termine, insufficienza del fegato, epatite acuta.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
Non comune: eruzioni cutanee di vario tipo.
Molto raro: reazioni avverse cutanee severe (SCAR) (tra cui sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, dermatite esfoliativa e necrolisi epidermica tossica). Alopecia.
Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP). Reazioni da fotosensibilità.
Patologie renali e urinarie:
Raro: danni alle strutture renali (necrosi papillare) e aumento della concentrazione di urea nel sangue.
Molto raro: formazione di edema, in particolare nei pazienti con pressione del sangue elevata o insufficienza renale, sindrome nefrosica o nefrite interstiziale, che può essere accompagnata da insufficienza renale acuta.
Esami diagnostici:
Raro: diminuzione dei livelli di emoglobina.
Note sulle reazioni da ipersensibilità: sono state segnalate reazioni da ipersensibilità in seguito al trattamento con ibuprofene. Queste possono consistere in: (a) reazioni allergiche non specifiche e anafilassi, (b) attività delle vie respiratorie comprendente asma, asma aggravata, broncospasmo, dispnea o (c) vari disturbi della cute, tra cui eruzioni cutanee di vario tipo, prurito, orticaria, porpora, angioedema e più raramente dermatosi esfoliativa e bollosa (tra cui necrolisi epidermica, sindrome di Stevens-Johnson ed eritema multiforme).
Gravidanza e allattamento
Gravidanza:
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrionale/fetale. I dati ottenuti dagli studi epidemiologici suggeriscono un incremento del rischio di aborto spontaneo, di malformazione cardiaca e gastroschisi in seguito all'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine all'inizio della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari è aumentato da meno dell'1% fino a circa l'1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.
Negli animali, è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine provoca un aumento delle perdite pre e post impianto e della mortalità embrio/fetale. In aggiunta, un'aumentata incidenza di diverse malformazioni, incluse quelle cardiovascolari, è stata riportata in animali a cui era stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico.
A partire dalla ventesima settimana di gravidanza, l'uso di ibuprofene può causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questo effetto può verificarsi poco dopo l'inizio del trattamento e solitamente è reversibile all'interruzione. Inoltre, a seguito del trattamento somministrato nel secondo trimestre, sono stati segnalati casi di costrizione del dotto arterioso, la maggior parte dei quali si è risolta dopo l'interruzione del trattamento. Pertanto, l'ibuprofene non deve essere somministrato durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, a meno che non sia chiaramente necessario. Se si usa l'ibuprofene in una donna che sta tentando il concepimento o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta al livello più basso possibile e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile. Si deve prendere in considerazione il monitoraggio prenatal per l'oligoidramnios e la costrizione del dotto arterioso dopo l'esposizione all'ibuprofene per diversi giorni a partire dalla ventesima settimana di gestazione in poi. L'ibuprofene deve essere interrotto se si riscontra oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicità cardiopolmonare (costrizione/chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare) e disfunzione renale. La madre e il neonato, al termine della gravidanza, possono essere esposti a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento (un effetto antiaggregante che può manifestarsi anche a dosi molto basse) e inibizione delle contrazioni uterine risultante in un ritardo o un prolungamento del travaglio. Di conseguenza, l'ibuprofene è controindicato durante l'ultimo trimestre di gravidanza.
Allattamento:
L'ibuprofene e i suoi metaboliti possono essere presenti nel latte materno in concentrazioni molto piccole. Non sono noti effetti dannosi sui lattanti, pertanto non è necessario interrompere l'allattamento al seno nei trattamenti a breve termine alle dosi raccomandate in caso di dolore e febbre lievi o moderati.
Fertilità:
Sulla base di alcune evidenze disponibili, i medicinali che inibiscono la ciclossigenasi/sintesi della prostaglandina possono compromettere la fertilità femminile attraverso un effetto sull'ovulazione e non sono raccomandati per le donne che stanno cercando di concepire. Il fenomeno è reversibile dopo la sospensione del trattamento. Se l'ibuprofene viene utilizzato da donne che desiderano una gravidanza, è opportuno utilizzare le dosi più basse per il periodo di tempo più breve possibile. Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che si stanno sottoponendo a esami sulla fertilità, si deve prendere in considerazione l'interruzione di questo medicinale.
Formato
10 capsule
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Reclami
Eventuali reclami possono essere notificati per e-mail (info@bosciaclub.it)
Ricorda che ogni reclamo va sempre inviato completo dei riferimenti di chi lo inoltra (nome, cognome, indirizzo, telefono ed e-mail).
Condizioni di trasporto
Le condizioni di trasporto dei farmaci OTC e SOP aderiscono alle linee direttrici in materia di buona pratica di distribuzione dei medicinali per uso umano (di cui al D.M 6 Luglio 1999)
Tutti i prodotti venduti da Bosciaclub - Health & Beauty on line store di proprietà di Cubo srl attraverso bosciaclub.it sono coperti dalla garanzia convenzionale del produttore e dalla garanzia di 24 mesi per difetti di conformità, ai sensi del DL 24/02.
Per fruire dell’assistenza in garanzia, il Cliente dovrà conservare lo scontrino fiscale (o la fattura) che riceverà nel pacco, in allegato al prodotto acquistato. La garanzia convenzionale del produttore viene fornita secondo le modalità illustrate nella documentazione presente all’interno della confezione del prodotto.
Procedura di reso
La procedura da seguire una volta che il Cliente ha deciso di esercitare il diritto di recesso è la seguente:
- Invio raccomandata a/r al seguente indirizzo: Para Farmacia Bosciaclub.it | Rogoredo Stazione FS - Via Cassinis, 83 - 20139 Milano (MI)
- Attesa di conferma di ricevimento raccomandata da parte di Bosciaclub - Health & Beauty on line store di proprietà di Cubo srl.
- Invio del pacco secondo le modalità illustrate.
La restituzione del prodotto dovrà avvenire entro un termine non superiore a 10 gg. lavorativi a partire dal ricevimento della merce. Fatte salve eventuali spese di ripristino per danni accertati all'imballo originale, Bosciaclub - Health & Beauty on line store di proprietà di Cubo srl provvederà a rimborsare al Cliente l'intero importo già pagato, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di recesso ad eccezione delle spese di spedizione a mezzo Paypal o rimborso con Carta di Credito.
Per ulteriori informazioni consultare la pagina Recesso
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