Categorie del blog
Ultimi articoli
calendar_month 01/01/2026 - di Boscia Club - Pubblicato in Farmaci
L’Amfotericina B rappresenta uno dei pilastri fondamentali nella lotta contro le infezioni fungine gravi. Scoperta negli anni '50 e derivata dal batterio Streptomyces nodosus, questa molecola è classificata come un antibiotico polienico. Nonostante lo sviluppo di nuovi farmaci antifungini, rimane ancora oggi lo standard di riferimento per il trattamento di patologie sistemiche che mettono a rischio la vita del paziente.
In questo articolo esploreremo nel dettaglio a cosa serve, il suo meccanismo d’azione e i potenziali effetti collaterali associati al suo utilizzo.
L'Amfotericina B è indicata esclusivamente per il trattamento di infezioni fungine invasive e sistemiche, ovvero quelle che colpiscono gli organi interni o si diffondono attraverso il flusso sanguigno. Non è un farmaco destinato a micosi superficiali comuni (come quelle della pelle o delle unghie), ma viene riservato a contesti clinici ospedalieri.
Le principali indicazioni includono:
Il farmaco agisce legandosi all'ergosterolo, una componente essenziale della membrana cellulare dei funghi. Questo legame crea dei veri e propri "pori" o canali nella membrana, causando la fuoriuscita di potassio e altre molecole vitali dalla cellula fungina, portandola alla morte (azione fungicida).
L'Amfotericina B è nota in ambito medico per il suo profilo di tossicità significativo, tanto da essere stata soprannominata in passato "Amphoterrible". Gli effetti collaterali si dividono generalmente in due categorie: reazioni immediate e tossicità d'organo a lungo termine.
1. Reazioni legate all'infusione
Durante o subito dopo la somministrazione endovenosa, molti pazienti manifestano:
2. Tossicità renale (Nefrotossicità)
È l'effetto collaterale più critico. L'Amfotericina B causa una vasocostrizione delle arteriole renali e un danno diretto ai tubuli del rene. Questo può portare a:
3. Tossicità ematologica
Può verificarsi anemia normocitica normocromica, dovuta alla soppressione della produzione di eritropoietina da parte dei reni.
Per ridurre la tossicità renale, sono state sviluppate formulazioni lipidiche e liposomiali. In queste varianti, il farmaco è racchiuso in piccole sfere di grasso (liposomi) che permettono di veicolare il principio attivo più direttamente verso i tessuti infetti, riducendo l'esposizione diretta delle cellule renali. Questo rende il trattamento molto più tollerabile, sebbene più costoso.
Categorie del blog
Ultimi articoli
check_circle
check_circle
check_circle
check_circle
