Adamah Eie Lip Natto gocce 60 Ml
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calendar_month 31/05/2026 - di Boscia Club - Pubblicato in Notizie sul blog , Integratori alimentari
Negli ultimi anni, l'interesse della ricerca scientifica verso i rimedi naturali per il supporto del sistema circolatorio è cresciuto notevolmente. Tra le sostanze più studiate spicca la nattochinasi (o nattokinase), un enzima purificato estratto da un alimento tradizionale giapponese chiamato Natto. Celebre per le sue proprietà bioattive, la nattochinasi è oggi al centro di numerosi studi clinici volti a valutarne l'efficacia nel favorire la fluidità del sangue e nel sostenere il benessere cardiovascolare.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio che cos'è questo enzima, il suo meccanismo d'azione e le principali evidenze scientifiche derivate dalla letteratura medica.
La nattochinasi è un enzima fibrinolitico (ovvero capace di degradare la fibrina) prodotto dal batterio Bacillus subtilis var. natto durante la fermentazione della soia. Questo processo dà vita al Natto, un cibo consumato in Giappone da oltre mille anni e tradizionalmente associato alla longevità delle popolazioni locali.
A differenza di quanto il nome possa far pensare, la nattochinasi non è una chinasi, bensì una serina proteasi composta da 275 amminoacidi. Fu isolata per la prima volta nel 1987 dal ricercatore Hiroyuki Sumi, il quale ne dimostrò la capacità di favorire la dissoluzione dei coaguli ematici in vitro.
Il ruolo principale della nattochinasi all'interno dell'organismo si concentra sul sistema di coagulazione e sulla regolazione della viscosità ematica. L'enzima agisce attraverso diversi meccanismi complementari:
La transizione dalle osservazioni in vitro ai test sugli esseri umani ha prodotto una serie di dati clinici significativi riguardo alla sicurezza e all'efficacia di questo enzima.
Proprietà sulla pressione sanguigna
Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato su "Hypertension Research", ha esaminato gli effetti dell'integrazione di nattochinasi per un periodo di 8 settimane su soggetti con pre-ipertensione o ipertensione di stadio 1. I risultati hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa sia della pressione arteriosa sistolica (la "massima") che di quella diastolica (la "minima") rispetto al gruppo placebo, suggerendo un potenziale ruolo dell'enzima nel supportare la normale elasticità vascolare.
Effetti sulla viscosità ematica e sui fattori di coagulazione
Un altro studio clinico condotto su volontari sani, pazienti con fattori di rischio cardiovascolare e pazienti in emodialisi, ha valutato i parametri ematici dopo l'assunzione di una singola dose orale di nattochinasi. La ricerca, pubblicata su "Scientific Reports", ha evidenziato una netta diminuzione dei livelli di fibrinogeno e dei fattori di coagulazione VII e VIII entro poche ore dall'assunzione, confermando l'attività reologica (miglioramento del flusso) e l'assorbimento intestinale dell'enzima integro.
Supporto contro l'accumulo di placche
Studi clinici a lungo termine hanno esplorato l'effetto della nattochinasi combinata con altre strategie nutrizionali sulla progressione dell'aterosclerosi. I dati pubblicati su riviste di settore come "Frontiers in Cardiovascular Medicine" indicano che l'uso continuativo di dosaggi standardizzati (misurati in Unità Fibrinolitiche o FU) può coadiuvare la riduzione dello spessore della tonaca intima-media della carotide, contribuendo a contrastare la formazione delle placche e a favorire il profilo lipidico generale.
L'attività della nattochinasi non viene espressa in milligrammi, bensì in Unità Fibrinolitiche (FU), che certificano l'effettiva capacità enzimatica del preparato.
Il dosaggio standard ampiamente utilizzato nella maggior parte degli studi clinici e raccomandato nelle linee guida degli integratori alimentari è di 2.000 FU al giorno, spesso suddiviso in una o due somministrazioni, preferibilmente lontano dai pasti.
Nonostante la nattochinasi presenti un profilo di sicurezza elevato e una buona tollerabilità nei soggetti sani, le sue spiccate proprietà sulla fluidità del sangue impongono precise cautele.
L'assunzione è controindicata o richiede stretta supervisione medica nei seguenti casi:
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Le evidenze derivate dagli studi clinici posizionano la nattochinasi come uno dei componenti naturali più promettenti per la gestione complementare del benessere cardiovascolare e della microcircolazione. La sua capacità di supportare i fisiologici processi di fibrinolisi e di favorire il controllo dei parametri pressori la rende un valido alleato all'interno di una strategia preventiva globale, che deve sempre includere una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo. Resta fondamentale il confronto con lo specialista per personalizzare l'eventuale integrazione, escludendo potenziali interazioni farmacologiche.
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