Alfa 1 antitripsina umana: Farmaco, Terapia e Benefici

calendar_month 09/12/2025 - di - Pubblicato in  Farmaci

Alfa 1 antitripsina umana: Farmaco, Terapia e Benefici

L'Alfa 1-Antitripsina Umana (AAT) rappresenta oggi il gold standard farmacologico per il trattamento del deficit congenito di questa proteina, una condizione genetica rara che espone i pazienti a gravi rischi polmonari e patologie epatiche. In questo articolo analizzeremo il ruolo terapeutico del farmaco, le modalità di somministrazione e l'importanza della diagnosi precoce.

Cos'è l'Alfa 1-Antitripsina?

L'Alfa 1-Antitripsina è una glicoproteina sintetizzata principalmente dal fegato. La sua funzione biologica fondamentale è agire come inibitore della proteasi, in particolare dell'elastasi neutrofila. In un organismo sano, l'AAT protegge i tessuti delicati dei polmoni dall'azione distruttiva di questi enzimi che, se non regolati, degradano l'elastina, la proteina che conferisce elasticità agli alveoli polmonari.

Il Deficit di AAT e la Terapia di Reintegro

Quando i livelli plasmatici di AAT sono insufficienti (Deficit di Alfa 1-Antitripsina o AATD), il polmone rimane privo di protezione. Ciò porta allo sviluppo precoce di enfisema polmonare e BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva).

Il farmaco a base di Alfa 1-Antitripsina umana purificata viene utilizzato nella cosiddetta "Terapia di Reintegro" (o Terapia Aumentativa).

Caratteristiche del Farmaco

  • Origine: Il farmaco è derivato dal plasma umano di donatori sani, sottoposto a rigorosi processi di purificazione e inattivazione virale.
  • Obiettivo: L'obiettivo non è curare il difetto genetico, ma innalzare i livelli di proteina nel sangue e nel fluido alveolare sopra la "soglia di protezione" (solitamente identificata in 11 μmol/L).
  • Indicazioni: È indicato per pazienti con fenotipo PiZZ, PiZ (eterozigoti composti) o altri fenotipi rari che presentano evidenza di enfisema progressivo.

Come viene somministrato il farmaco?

A differenza di altre terapie polmonari, l'Alfa 1-Antitripsina umana non si assume per via inalatoria ma tramite infusione endovenosa.

  • Frequenza: Solitamente la somministrazione avviene una volta a settimana, sebbene il dosaggio possa essere adattato dal medico specialista in base al peso corporeo e ai livelli plasmatici del paziente.
  • Monitoraggio: Il trattamento richiede una sorveglianza periodica della funzionalità respiratoria (spirometria, DLCO) e dei livelli di proteina circolante.
  • Ambiente: Le prime infusioni avvengono solitamente in ambiente ospedaliero o presso centri specializzati, ma in molti casi è possibile attivare l'ospedalizzazione domiciliare.

Efficacia e Studi Clinici

L'evidenza clinica più significativa sull'efficacia del farmaco deriva dallo studio RAPID, uno dei più ampi trial clinici randomizzati condotti su questa patologia.

  • Rallentamento della perdita di tessuto: Lo studio ha dimostrato, tramite tomografia computerizzata (TAC) quantitativa, che i pazienti trattati con Alfa 1-Antitripsina umana mostrano una significativa riduzione della perdita di densità polmonare rispetto al gruppo placebo.
  • Qualità della vita: Sebbene la terapia non possa rigenerare il tessuto polmonare già distrutto, è estremamente efficace nel preservare la funzione residua e ridurre il numero di riacutizzazioni infettive.
 
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