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calendar_month 09/12/2025 - di Boscia Club - Pubblicato in Farmaci
L'Alfa 1-Antitripsina Umana (AAT) rappresenta oggi il gold standard farmacologico per il trattamento del deficit congenito di questa proteina, una condizione genetica rara che espone i pazienti a gravi rischi polmonari e patologie epatiche. In questo articolo analizzeremo il ruolo terapeutico del farmaco, le modalità di somministrazione e l'importanza della diagnosi precoce.
L'Alfa 1-Antitripsina è una glicoproteina sintetizzata principalmente dal fegato. La sua funzione biologica fondamentale è agire come inibitore della proteasi, in particolare dell'elastasi neutrofila. In un organismo sano, l'AAT protegge i tessuti delicati dei polmoni dall'azione distruttiva di questi enzimi che, se non regolati, degradano l'elastina, la proteina che conferisce elasticità agli alveoli polmonari.
Quando i livelli plasmatici di AAT sono insufficienti (Deficit di Alfa 1-Antitripsina o AATD), il polmone rimane privo di protezione. Ciò porta allo sviluppo precoce di enfisema polmonare e BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva).
Il farmaco a base di Alfa 1-Antitripsina umana purificata viene utilizzato nella cosiddetta "Terapia di Reintegro" (o Terapia Aumentativa).
A differenza di altre terapie polmonari, l'Alfa 1-Antitripsina umana non si assume per via inalatoria ma tramite infusione endovenosa.
L'evidenza clinica più significativa sull'efficacia del farmaco deriva dallo studio RAPID, uno dei più ampi trial clinici randomizzati condotti su questa patologia.
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