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calendar_month 22/12/2025 - di Boscia Club - Pubblicato in Farmaci
L'Alpelisib rappresenta una delle innovazioni più significative degli ultimi anni nell'ambito dell'oncologia di precisione, in particolare per il trattamento del carcinoma mammario in stadio avanzato o metastatico. Questo farmaco è il primo inibitore selettivo della fosfatidilinositolo-3-chinasi (PI3K) approvato per l'uso clinico, aprendo nuove speranze per una specifica sottopopolazione di pazienti.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio a cosa serve l'Alpelisib, come agisce a livello molecolare, i risultati degli studi scientifici che ne hanno decretato il successo e i possibili effetti indesiderati legati alla terapia.
L'Alpelisib è indicato per il trattamento di donne in post-menopausa e uomini affetti da carcinoma mammario in fase avanzata o metastatica. Tuttavia, non è un farmaco destinato a tutti i pazienti: la sua prescrizione è strettamente legata alla presenza di una specifica mutazione nel gene PIK3CA.
Circa il 40% dei tumori al seno positivi ai recettori ormonali (HR+) e negativi al recettore del fattore di crescita epiteliale umano 2 (HER2-) presenta questa mutazione, che rende il tumore più aggressivo e spesso resistente alle terapie ormonali standard. L'Alpelisib viene somministrato in combinazione con il Fulvestrant, un farmaco anti-estrogenico, per potenziare l'efficacia del trattamento dopo che la malattia è progredita nonostante le terapie iniziali.
Il tumore, per crescere e proliferare, sfrutta dei segnali biochimici interni. Uno dei percorsi più importanti è la via di segnalazione PI3K/AKT/mTOR. Nelle cellule sane, questa via regola la crescita e la sopravvivenza; nelle cellule tumorali con mutazione PIK3CA, la proteina PI3K diventa iperattiva, inviando segnali continui che portano alla divisione incontrollata delle cellule cancerose.
L'Alpelisib agisce come un inibitore specifico della subunità alfa della PI3K. Legandosi a questa proteina, il farmaco "spegne" l'interruttore difettoso, bloccando la cascata di segnali che alimenta il tumore. Questo non solo rallenta la progressione della malattia, ma aiuta anche a ripristinare la sensibilità delle cellule tumorali alla terapia ormonale.
L'approvazione globale dell'Alpelisib si basa principalmente sui risultati dello studio clinico di fase III denominato SOLAR-1. Si è trattato di un trial randomizzato in doppio cieco che ha confrontato l'efficacia della combinazione Alpelisib + Fulvestrant rispetto al solo Fulvestrant (più placebo).
I risultati sono stati determinanti:
Come ogni terapia oncologica mirata, l'Alpelisib può causare effetti indesiderati che richiedono un monitoraggio costante da parte dell'oncologo.
L'effetto collaterale più comune e caratteristico è l'iperglicemia (aumento dei livelli di zucchero nel sangue). Poiché la via PI3K è coinvolta nel metabolismo dell'insulina, il blocco di questa proteina può causare picchi glicemici elevati. Per questo motivo, il controllo del glucosio prima e durante il trattamento è fondamentale.
Altri effetti collaterali frequenti includono:
La gestione di questi sintomi è cruciale: in alcuni casi, il medico può decidere di ridurre temporaneamente il dosaggio o sospendere il farmaco per permettere all'organismo di stabilizzarsi.
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