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calendar_month 01/01/2026 - di Boscia Club - Pubblicato in Farmaci
L'Amiodarone è uno dei farmaci antiaritmici più potenti e utilizzati nella pratica cardiologica moderna. Introdotto inizialmente come vasodilatatore coronarico, è oggi il pilastro per il trattamento di diverse anomalie del ritmo cardiaco. Tuttavia, la sua complessità biochimica e l'alto contenuto di iodio richiedono una gestione clinica estremamente attenta.
L'Amiodarone appartiene alla Classe III della classificazione di Vaughan-Williams. Il suo compito principale è stabilizzare l'attività elettrica del cuore, agendo principalmente attraverso il blocco dei canali del potassio, prolungando così la durata del potenziale d'azione cardiaco.
Viene prescritto principalmente per:
Uno degli aspetti più peculiari dell'Amiodarone è il suo rapporto con la ghiandola tiroidea. Ogni molecola di Amiodarone contiene circa il 37% di iodio in peso. Data la sua lunga emivita (può rimanere nell'organismo per mesi), il farmaco rilascia quotidianamente una quantità di iodio molto superiore al fabbisogno fisiologico.
L'interazione può manifestarsi in due modi opposti:
Oltre alla tiroide, l'Amiodarone può influenzare diversi organi a causa della sua natura lipofila (tende ad accumularsi nei tessuti grassi):
In Italia, l'Amiodarone è un farmaco mutuabile (Fascia A). È disponibile sia in compresse per la terapia cronica che in fiale per l'uso ospedaliero d'emergenza. La prescrizione deve essere effettuata dal medico di medicina generale su indicazione specialistica cardiologica.
L'efficacia dell'Amiodarone nel trattamento delle aritmie è supportata da una delle basi di evidenza più vaste della cardiologia moderna. Nonostante i potenziali effetti collaterali, i trial clinici hanno consolidato il suo ruolo come farmaco di riferimento, specialmente quando altre molecole falliscono o sono controindicate.
Ecco i principali studi clinici che hanno definito l'uso dell'Amiodarone:
Questo è uno dei trial più citati sulla fibrillazione atriale (FA). Ha confrontato la strategia di "controllo del ritmo" (mantenere il battito normale con farmaci) rispetto al "controllo della frequenza" (rallentare il cuore lasciando la FA).
Risultato per l'Amiodarone: Sebbene lo studio non abbia mostrato un vantaggio di mortalità per il controllo del ritmo in generale, l'Amiodarone è risultato significativamente più efficace di tutti gli altri farmaci antiaritmici (come sotalolo o propafenone) nel mantenere il ritmo sinusale nel tempo.
Questi due studi gemelli hanno valutato l'efficacia dell'Amiodarone rispettivamente in pazienti sopravvissuti a un infarto con disfunzione ventricolare sinistra (EMIAT) e in pazienti con aritmie ventricolari dopo infarto (CAMIAT).
Risultato: Entrambi gli studi hanno confermato che l'Amiodarone riduce significativamente l'incidenza di morte aritmica. È emerso come l'antiaritmico più sicuro per i pazienti con cuore strutturalmente compromesso, a differenza dei farmaci di Classe I che aumentavano il rischio di mortalità.
Condotto in contesti di emergenza, questo studio ha confrontato l'Amiodarone con la Lidocaina nel trattamento dell'arresto cardiaco extra-ospedaliero dovuto a fibrillazione ventricolare resistente allo shock.
Risultato: I pazienti trattati con Amiodarone avevano una probabilità significativamente maggiore di sopravvivere fino all'arrivo in ospedale rispetto a quelli trattati con Lidocaina. Questo studio ha cambiato le linee guida internazionali per la rianimazione cardiopolmonare (ACLS).
Molti studi clinici hanno indagato l'uso profilattico dell'Amiodarone dopo interventi di cardiochirurgia.
Risultato: L'assunzione di Amiodarone nel pre e post-operatorio riduce drasticamente l'insorgenza di fibrillazione atriale post-chirurgica, abbreviando la degenza ospedaliera e riducendo le complicazioni post-intervento.
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