Amisulpride: le evidenze scientifiche del farmaco antipsicotico

calendar_month 01/01/2026 - di - Pubblicato in  Farmaci

Amisulpride: le evidenze scientifiche del farmaco antipsicotico

L'Amisulpride rappresenta una delle molecole più versatili e studiate nell'ambito della psicofarmacologia moderna. Appartenente alla classe degli antipsicotici atipici di seconda generazione, questo principio attivo si distingue dai neurolettici classici per un profilo d'azione unico, definito "bifasico", che ne permette l'utilizzo in patologie psichiatriche tra loro molto diverse. In questo articolo esploreremo nel dettaglio le sue indicazioni terapeutiche, il profilo di tollerabilità e gli aspetti normativi legati alla sua prescrizione in Italia.

A cosa serve l'Amisulpride: le indicazioni terapeutiche

L'Amisulpride agisce modulando la trasmissione della dopamina nel cervello, legandosi selettivamente ai recettori D2 e D3. La sua caratteristica principale è la versatilità legata al dosaggio.

A dosaggi elevati, generalmente compresi tra 400 mg e 800 mg al giorno, il farmaco agisce bloccando i recettori post-sinaptici della dopamina. Questa azione è fondamentale per il trattamento della schizofrenia e degli episodi psicotici acuti, in quanto permette di contrastare i cosiddetti "sintomi positivi", come le allucinazioni uditive, i deliri paranoidi e i disturbi formali del pensiero.

Al contrario, a dosaggi ridotti (solitamente tra 50 mg e 300 mg), l'Amisulpride blocca preferenzialmente i recettori dopaminergici presinaptici. Questo meccanismo favorisce un rilascio di dopamina nelle aree del cervello dove essa scarseggia, aiutando a combattere i "sintomi negativi" della schizofrenia, quali l'apatia, il ritiro sociale e l'appiattimento affettivo. Grazie a questa azione disinibente, il farmaco è inoltre indicato per il trattamento della distimia, un disturbo depressivo cronico caratterizzato da bassa autostima, stanchezza persistente e mancanza di piacere nelle attività quotidiane.

Effetti collaterali e controindicazioni

Nonostante sia generalmente ben tollerato, l'assunzione di Amisulpride può comportare alcuni effetti indesiderati che richiedono un attento monitoraggio medico.

L'effetto più frequente è legato all'aumento della prolattina nel sangue (iperprolattinemia). Questo fenomeno può manifestarsi con alterazioni del ciclo mestruale o secrezioni mammarie nelle donne, e con disfunzioni sessuali o ginecomastia negli uomini. Un altro aspetto da monitorare è la salute del cuore: in rari casi, il farmaco può influenzare il ritmo cardiaco, motivo per cui il medico potrebbe richiedere un elettrocardiogramma prima di iniziare il trattamento.

Sebbene il rischio sia inferiore rispetto ai vecchi neurolettici, possono verificarsi sintomi extrapiramidali come tremori o rigidità muscolare, specialmente se il dosaggio è elevato. Altri effetti comuni includono insonnia, ansia, stipsi o nausea. È fondamentale non interrompere mai bruscamente la terapia per evitare fenomeni di rimbalzo o ricadute.

Il farmaco è mutuabile?

In Italia, l'Amisulpride è considerato un farmaco essenziale per la salute mentale ed è classificato come farmaco di Fascia A. Questo significa che il prodotto è interamente mutuabile e il costo è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Amisulpride: gli studi clinici principali

L'efficacia dell'Amisulpride è stata ampiamente documentata da numerosi studi clinici controllati, che ne hanno evidenziato la peculiarità rispetto ad altri antipsicotici, in particolare la sua capacità di agire sia sui sintomi positivi che su quelli negativi della psicosi.

Ecco una sintesi dei principali filoni di ricerca clinica:

Lo studio EUFEST (European First Episode Schizophrenia Trial)

Questo è uno dei più importanti studi multicentrici europei. Ha confrontato l'Amisulpride con altri antipsicotici (sia tipici che atipici) in pazienti al primo episodio psicotico.

Risultato: L'Amisulpride ha mostrato un tasso di ritenzione del trattamento (aderenza del paziente alla cura) significativamente superiore rispetto ai farmaci tradizionali come l'aloperidolo. È risultato efficace nel ridurre i sintomi psicotici con una minore incidenza di effetti collaterali motori gravi.

Studi sull'efficacia nei Sintomi Negativi

A differenza di molti antipsicotici di vecchia generazione, l'Amisulpride è stato oggetto di studi specifici per la sua efficacia sulla sintomatologia "negativa" (apatia, anedonia, povertà di linguaggio).

Risultato: Diversi trial clinici in doppio cieco hanno dimostrato che a bassi dosaggi (50-100 mg), l'Amisulpride è superiore al placebo e pari o superiore ad altri atipici nel migliorare la qualità della vita sociale e l'iniziativa del paziente, agendo come modulatore della dopamina nei circuiti prefrontali.

Meta-analisi comparativa di Leucht et al. (The Lancet)

Una monumentale meta-analisi che ha confrontato 15 farmaci antipsicotici ha posizionato l'Amisulpride tra i farmaci più efficaci.

Risultato: L'Amisulpride è stato classificato nel "gruppo di testa" per l'efficacia generale, insieme a molecole come l'olanzapina e il risperidone, ma con un profilo di tolleranza diverso, caratterizzato da un minor rischio di aumento di peso estremo rispetto all'olanzapina, pur mantenendo un rischio più elevato di iperprolattinemia.

Studi sulla Distimia e Depressione Atipica

L'Amisulpride è uno dei pochi neurolettici studiati e approvati specificamente per il trattamento del disturbo distimico.

Risultato: Gli studi hanno confermato che la sua azione disinibente a basso dosaggio è efficace quanto gli antidepressivi classici (come la fluoxetina o l'imipramina), ma con una rapidità d'azione spesso superiore nel migliorare i livelli di energia del paziente.

 
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