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calendar_month 14/11/2023 - di Boscia Club - Pubblicato in News salute
Credenti e atei sono diversi già dal cervello. Proprio strutturalmente: a certificarlo è una ricerca aglosassone appena pubblicata sulla rivista Plos One. In sostanza, chi crede in Dio, tende a non utilizzare un'area del cervello destinata al pensiero analitico e critico e, per contro, ad attivare quella dell'empatia.
Come rende noto il professor Tony Jack, responsabile dello studio: “Credere in qualcosa di soprannaturale ci porta a mettere da parte il pensiero critico per aiutarci a raggiungere una maggiore comprensione delle cose dal punto di vista sociale ed emotivo". Insomma, da una parte critica, analisi, scienza e razionalità. Dall'altra, emozioni ed empatia.
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